La poesia è -io spero essa sia- un’incisione, un segno profondo, una fessura nella superficie coriacea del mondo umano, un taglio spiraglio sulla pelle inaridita della vita senza più scandalo che è l’oggi.

Rossella Tempesta

Rossella Tempesta presenta “L’Impaziente”

Giugno 2nd, 2009 · 10:15 am

“La nascita di un nuovo libro è un’emozione importante, la sensazione del compimento di un’opera, di poco o molto valore, ma mia, forgiata da pensiero anima ed impegno. Lo dedico a tutti i compagni di questa irrinunciabile avventura del fare che è la Poesia ed al grande artista Tommaso Ottieri che con la sua, di opera, ha reso indimenticabile la copertina de L’Impaziente, la notturna piazza San Luigi a Napoli.”

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“Una voce che è prima di tutto impaziente di cantare la vita, in tutte le sue sfaccettature, nelle sue maree e nei suoi inabissamenti, cambiando necessariamente di volta in volta tonalità, altezza, ritmi del suo movimento. Quella di Rossella Tempesta è una poesia pregna di odori, colori, profumi e sfumature, del paesaggio e dell’anima, o meglio delle anime della poetessa, dell’umano e di ciò che dell’Oltre è dato intravedere” (dalla prefazione di Chiara De Luca).

Infilo gli occhi nel verde
non vedo più la strada, sfuggono le case.
Così il mondo è già completo, solo distese verdi
file di alberi immensi e alberi soli e immoti.
Perfette sono le siepi e i rampicanti
perfetti gli ikebana di sterpi e fiori.

Sono lontana, sono una foglia
un tronco una farfalla.

Solo per il tuo canto ritorno

Rossella Tempesta è nata a Napoli. Vissuta a Terlizzi, Milano, Cattolica e Rimini attualmente risiede fra Napoli e Formia. Si occupa di Poesia e Cultura anche promuovendone la divulgazione con eventi e iniziative corali. Suoi testi e interventi appaiono sulle riviste “La Mosca di Milano”, “Graphie”, “ClanDestino”, “AttraVerso”, “Poesia”, “Poeti e Poesia”. Per la sua poesia ha ricevuto i premi “Dario Bellezza”, “Salvatore Quasimodo”, “Miramare Poesia”, “Hostaria dal Terzo”, “Sandro Penna”. Fra le sue opere i volumi Alla tua porta prefazione di Davide Rondoni (Walter Raffaelli, Rimini 2000) e Passaggi di Amore prefazione di Elio Pecora (Edizioni della Meridiana, Firenze 2007)

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MH Hotel

Aprile 20th, 2009 · 2:31 pm

 Federico e Nunzio Manetti sono insieme ad altri due loro fratelli i proprietari del mh Hotel Design, un elegante piccolo hotel nel centro di Napoli, ma sono anche una “specie” ormai quasi estinta, quella cui fu progenitore Mecenate: infatti Federico e Nunzio hanno ospitato GRATUITAMENTE per mio tramite già diverse iniziative di poesia, arte e letteratura, persino offrendo l’accoglienza presso la propria struttura agli ospiti fuori sede; per esempio per “M’illumino di meno - M’illumino d’immenso” giornata di poesia e narrativa al lume di candela all’insegna del risparmio energetico, oltre ad offrire ospitalità per l’intera manifestazione ( e persino un rinfresco)hanno ospitato il poeta Davide Rondoni per due notti e tre giorni.
A breve poi e per tutto maggio il pittore e poeta Prisco de Vivo di Saviano esporrà presso le sale dell’hotel le proprie pitture, ed a giugno Federico e Nunzio mi hanno già dato conferma di poter ospitare per un lungo week end il poeta Maurizio Cucchi e la sua consorte: Cucchi potrà così partecipare a più di un incontro con il pubblico e godere delle bellezze della città di Napoli.
E non finisce qui; infatti Federico e Nunzio hanno deciso di essere ancora di più amici della Poesia e della Cultura, offrendo a tutti coloro i quali volessero contattarli per una permanenza in hotel tramite questo mio sito, il 10% di sconto sul listino e l’omaggio della prima colazione!
Cosa dire di più? Certo sono piccole gocce in un arido deserto, ma così dissetanti!
Grazie Federico e Nunzio, grazie di voler essere Amici della Poesia.

Pasquale Vitagliano

Marzo 25th, 2009 · 1:44 am

 

Pasquale Vitagliano è nato a Lecce nel 1965 è laureato in Scienze Politiche e Giurisprudenza, ha seguito la Scuola di Giornalismo “Gino Palumbo” della Rizzoli Corriere della Sera di Milano ed è stato redattore-stagista presso il «Corriere della Sera». E’ giornalista pubblicista,  e scrive (anche)  poesie: alcune sono apparse su “Rottanordovest”, “Erodiade”, “Lapoesiaelospirito”, “Nazione Indiana”. E’ stato finalista del premio di poesia Città di Procida nel 2003. Menzione speciale nel 2005 al Premio di Poesia Lorenzo Montano Città di Verona. Nel 2006 segnalato nello stesso premio. Con i suoi versi è presente in diverse Antologie edite da LietoColle. Critico letterario per diverse riviste locali e nazionali. Presente nel nucleo originario della Redazione (2000-2006) di Italialibri, nel 2006 ha curato l‘Antologia della Poesia Erotica contemporanea per la sezione riservata a ItaliaLibri.

Ed oltretutto Pasquale Vitagliano ha vissuto la sua infanzia ed adolescenza tre piani sotto la mia casa a Terlizzi, è stato mio compagno di giochi, e naturalmente il primo grande amico di una scolaretta delle classi elementari magrolina e sognatrice quale ero io.

I parallelismi non sono terminati, io e Pasquale facciamo anche lo stesso lavoro, quello che ci da’ il pane intendo. Per vivere poi, scriviamo poesia.


Odora di gelo

morente all’imbrunire

l’inaspettato

bacio della pace,

che ti veste

dalla testa ai piedi

di quello che occorre

per uscire fuori. 

Quando sparisce il freddo,

si scioglie il dolore,

quando il sonno

non si spezza più.

Allora, puoi uscire fuori.

 

Veleggiare

Questa parola

ho scoperto

tra i piombi dorati

di un parrucchiere-per-signora,

mentre evadeva

dalla sua mestizia.

E dietro trascinava

l’eco di un profumo,

essenza di una scomparsa beatitudine.

 

Cretto sul corpo

Getto un cretto di bava

sulle faglie di un corpo di cava,

per coprire le murate glauche,

per seppellire le seppie fondamenta. 

Non è una opera imperitura sul corpo,

non è lucore quello che si vede dall’alto,

se ci stai dentro, un dedalo appare, un greto

cieco che non saprà mai dirti perché il dolore.

 

       La camera oscura

 

Ho dato un volto alla camera oscura.

In essa ho trovato un corpo indimenticabile.

Gli ho toccato i capelli morbidi e caldi,

lunghi come nient’altro,

neri e intriganti come la notte.

Ho incrociato due occhi profondi

e accesi come due lune.

Ho trovato bellezza.

Ho messo dolcezza e amore

nella  camera oscura.

Alla fine il volto, la bellezza, l’amore,

tutto è sparito.

Solo la camera oscura

è rimasta:

più brutta e insopportabile

di prima.

Puntuale come un pendolo,

prevedibile e insensibile.