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	<title>Rossella Tempesta</title>
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	<description>L'opera Poesia e la compagnia</description>
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		<title>Le arti di Federica Nightingale</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 17:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossella T.]]></category>

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		<description><![CDATA[La poesia di Federica è in ogni sua cosa, nei suoi testi limpidi e acuminati, nei suoi collage dai colori netti e dai confini che si frammischiano tra loro.
In effetti le arti di Federica assomigliano alla vita.


Dichotomía sterile nei contrapposti
Dichotomía sterile nei contrapposti
mi pare segnare senza senso univoco
Camminavi le scarpe con tacco a rocchetto
spinto su caviglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.rossellatempesta.com/wp-content/uploads/2010/03/beatrice.jpg"><img class="size-medium wp-image-75 alignleft" title="beatrice" src="http://www.rossellatempesta.com/wp-content/uploads/2010/03/beatrice-231x300.jpg" alt="" hspace="4" vspace="4" width="194" height="252" /></a>La poesia di Federica è in ogni sua cosa, nei suoi testi limpidi e acuminati, nei suoi collage dai colori netti e dai confini che si frammischiano tra loro.<br />
In effetti le arti di Federica assomigliano alla vita.</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="240" height="150" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/X-fjFiaJaCw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="240" height="150" src="http://www.youtube.com/v/X-fjFiaJaCw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<br style="clear: both;" /></p>
<p>Dichotomía sterile nei contrapposti</p>
<p><em>Dichotomía sterile nei contrapposti</em></p>
<p>mi pare segnare senza senso univoco</p>
<p>Camminavi le scarpe con tacco a rocchetto</p>
<p>spinto su caviglie mosse</p>
<p>e quei capelli filati di scuri bianchi in lunghezze</p>
<p>Fossero mai state le mani tozze</p>
<p>a impreziosire la tua stizza sedata</p>
<p>o i miti sguardi d’ortica sulle parole</p>
<p>che irretivano i deboli e sfidavano</p>
<p>gli sprezzanti compiaciuti</p>
<p>Era come sistemare botti nella roccia</p>
<p>sfregando legni interni senza toccarli</p>
<p>Poi le risa confuse attorno alle rughe</p>
<p>quelle d’espressione impresse dal piombo</p>
<p>futile dei denti</p>
<p>S’avvedeva un gesto mansueto sulle spalle</p>
<p>e risse d’occhi spulciavano brevità di respiro</p>
<p>Che sapevi la vita ringhiava e tu ne facevi arma</p>
<p>dai manipoli astuti a stringer mani fragili</p>
<p>comprimendo tentazioni innocue</p>
<p>da rivestire con fini</p>
<p>No, non trasparivano le pieghe profonde</p>
<p>Era un insolita danza tra la fronte bassa</p>
<p>e la bocca sempre socchiusa</p>
<p>Ma nessuno, quasi, pareva sapere</p>
<p><span id="more-74"></span></p>
<p>II</p>
<p>Le successive distanze non giacevano al loro posto</p>
<p>Sembrava che fossero stanche di perdersi</p>
<p>e mordersi la coda nello stesso girotondo</p>
<p>Affinchè vi fosse un segno di cedimento amicale</p>
<p>restammo sedute alle panche di pietra sbirciando</p>
<p>le metriche dei silenzi</p>
<p><em>serbavo una incomprensione in me</em></p>
<p><em>intera di ciò  che vedevo e sentivo</em></p>
<p>III</p>
<p>Educami ad inveire senza arrossire</p>
<p>Con la voce asciutta e senza tono</p>
<p>Di taglio dritto al bersaglio</p>
<p>Che credimi non vedo</p>
<p>Da qui le ombre s’infittiscono alquanto</p>
<p>E sai, vorrei poter parlare senza udire</p>
<p>i coperchi e il baccano che fa il tuo</p>
<p>corpo nel cappotto</p>
<p>imparare a distinguere vero e falso</p>
<p>solo guardando l’erba</p>
<p>Rapporto ogni mio dettaglio ai tuoi fuochi fatui</p>
<p>Rimescolo e rimescolo</p>
<p><em>Dichotomía sterile nei contrapposti</em></p>
<p><em>Senza uscirne vi(v)a</em></p>
<p>*</p>
<p>Mutazioni</p>
<p>In un filo d’acqua scendono le cose</p>
<p>Ricami ritmici diffusi</p>
<p>Costellate siepi di ginestrone</p>
<p>estirpate e lucide nel grigio stupito</p>
<p>di coltri nebbiose</p>
<p><em>Involtolate</em></p>
<p>ai passi corti del giorno</p>
<p>senza ancora lena</p>
<p>S’intromettono gazze e corvi</p>
<p>trasportando suoni d’ovatta</p>
<p>(<em>e allora mi chiedo</em>)</p>
<p>se il melo selvatico</p>
<p>s’invaghisca tremulo dei suoi fiori</p>
<p>appesi senza esser visti</p>
<p>se parlano le ortensie alle viole</p>
<p>come distese nel letto a confessare</p>
<p>Chiarori millesimali fusi nei rami</p>
<p>come allodole non ancora giunte</p>
<p>fuoriescono dai vetri</p>
<p>(<em>che non so mai)</em></p>
<p>se siano essi specchi d’anima a ritroso</p>
<p>o becchi d’ uccelli nel fogliame</p>
<p>fenici rinvenute per  mio tormento</p>
<p>o evoluzione in alto</p>
<p>complesse stirpi di nobili e accattoni</p>
<p>fin sotto la mia finestra.</p>
<p>*</p>
<p>Della noia</p>
<p>Della noia non cavalco che il dorso</p>
<p>Avrei certo sempre pensato di crearne</p>
<p>altra da impastare ai molli giunti dello</p>
<p>spirito come si fa con i piedi nel fango</p>
<p>quando piove</p>
<p>ovviando al termine del salto in punta di piedi</p>
<p>Ma sono fisse dimore i pantani scoperti</p>
<p>e canestri le ore di un tempo restio ai cardini</p>
<p>di scambio</p>
<p>apro la bocca e le mani ingoiando senza masticare</p>
<p>afferrando senza stringere</p>
<p>poiché piegata è  la rima dei secondi</p>
<p>senza ristoro e luci</p>
<p>m’imbatto nei prologhi di questo mio disordine</p>
<p>a sbriciolarne contenuti</p>
<p>per essere sapendo di non esserci</p>
<p>per credere d’impossessarmi quando</p>
<p>nulla è possesso</p>
<p>[la <strong><em>nuit </em></strong>(la notte)</p>
<p>l’<strong><em>ennuie </em></strong>(la noia)]</p>
<p>Cardo notturno/diurno</p>
<p>Le sue spine inflitte</p>
<p>Mi rendono capace di</p>
<p>parlare solo ai fiori</p>
<p>pronunciando le stesse</p>
<p>vocali in confusione</p>
<p>di significati di-versi</p>
<p>*</p>
<p>Mi rimandano ai corsi d’acqua le strade</p>
<p>Colme di sentinelle empatiche</p>
<p>Ricerco nelle mosse svelte dei rivoli</p>
<p>incontenibili strozzature di occhi</p>
<p>Che vedevo essere mie e tue nel ventre</p>
<p>Plesso avvinto erano le giornate di rottura</p>
<p>e invadevano come l’aria nitida un moto</p>
<p>deserto</p>
<p>Le gocce immobili lasciano un cerchio</p>
<p>schiudersi attorno</p>
<p>Mostrano le vere insidie</p>
<p>Di quando eravamo foglie imbevute</p>
<p>stracche di voli in assoluto</p>
<p>Restami accanto nel perdurare dei minuti</p>
<p>Costretto a me come coperta di corpo</p>
<p>Mi infiamma la tua pelle senza scudo</p>
<p>Gratta l’impossibile questa notte</p>
<p>Tra piedi e mani sperduti al bivio</p>
<p>ti servo il mio pasto caldo</p>
<p>degradando nei colmi di giunchiglie</p>
<p>Sulle foglie crasse e i frutti carnosi</p>
<p>garantiti dall’umido soverchio</p>
<p>che una polvere glauca ricopre</p>
<p>Federica Galetto (Nightingale)</p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Biografia:</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Federica Galetto nasce a Torino nel 1964 dove completa i suoi studi ad indirizzo linguistico. Scrive da sempre e da anni sul web, dove la sua poetica è conosciuta con la firma di Federica Nightingale. Pubblica per la prima volta con un racconto per Mondadori  a seguito di un concorso promosso dall’Editore. Molte le pubblicazioni di sue poesie e racconti su siti letterari e blogs a tema, su antologie edite in Italia e all’estero. Appassionata di lingua inglese e tedesca, ha lavorato per diversi anni come traduttrice. E’ Editor di un blog letterario “La stanza di Nightingale” <a href="http://lastanzadinightingale.blogspot.com/" target="_blank">http://lastanzadinightingale.blogspot.com/</a> sul quale pubblica testi poetici di autori contemporanei italiani e stranieri, che traduce personalmente. Attualmente vive in Piemonte,in  un piccolo villaggio del Monferrato. Collage – artist,  crea quadri con la tecnica del collage. Lavora come assistente presso la scuola elementare locale, insegna lingua inglese ai bambini. </span></p>
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		<title>Rossella Tempesta presenta &#8220;L&#8217;Impaziente&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 08:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossella T.]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La nascita di un nuovo libro è un&#8217;emozione importante, la sensazione del compimento di un&#8217;opera, di poco o molto valore, ma mia, forgiata da pensiero anima ed impegno. Lo dedico a tutti i compagni di questa irrinunciabile avventura del fare che è la Poesia ed al grande artista Tommaso Ottieri che con la sua, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>&#8220;La nascita di un nuovo libro è un&#8217;emozione importante, la sensazione del compimento di un&#8217;opera, di poco o molto valore, ma mia, forgiata da pensiero anima ed impegno. Lo dedico a tutti i compagni di questa irrinunciabile avventura del fare che è la Poesia ed al grande artista Tommaso Ottieri che con la sua, di opera, ha reso indimenticabile la copertina de L&#8217;Impaziente, la notturna piazza San Luigi a Napoli.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.boopen.it/acquista/DettaglioOpera.aspx?Param=11523&amp;NClick=282"><img class="size-full wp-image-69 aligncenter" title="l\'impaziente" src="http://www.rossellatempesta.com/wp-content/uploads/2009/06/immaginematrice.jpg" alt="libro di rossella tempesta, poesie, l\'impaziente" width="354" height="497" /></a></p>
<p>&#8220;Una voce che è prima di tutto impaziente di cantare la vita, in tutte le sue sfaccettature, nelle sue maree e nei suoi inabissamenti, cambiando necessariamente di volta in volta tonalità, altezza, ritmi del suo movimento. Quella di Rossella Tempesta è una poesia pregna di odori, colori, profumi e sfumature, del paesaggio e dell&#8217;anima, o meglio delle anime della poetessa, dell&#8217;umano e di ciò che dell&#8217;Oltre è dato intravedere&#8221; (dalla prefazione di Chiara De Luca).</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #c0c0c0;">Infilo gli occhi nel verde<br />
non vedo più la strada, sfuggono le case.<br />
Così il mondo è già completo, solo distese verdi<br />
file di alberi immensi e alberi soli e immoti.<br />
Perfette sono le siepi e i rampicanti<br />
perfetti gli ikebana di sterpi e fiori.</span></em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #c0c0c0;">Sono lontana, sono una foglia<br />
un tronco una farfalla.</span></em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #c0c0c0;"> </span></em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #c0c0c0;">Solo per il tuo canto ritorno</span></em></p>
<p>Rossella Tempesta è nata a Napoli. Vissuta a Terlizzi, Milano, Cattolica e Rimini attualmente risiede fra Napoli e Formia. Si occupa di Poesia e Cultura anche promuovendone la divulgazione con eventi e iniziative corali. Suoi testi e interventi appaiono sulle riviste &#8220;La Mosca di Milano&#8221;, &#8220;Graphie&#8221;, &#8220;ClanDestino&#8221;, &#8220;AttraVerso&#8221;, &#8220;Poesia&#8221;, &#8220;Poeti e Poesia&#8221;. Per la sua poesia ha ricevuto i premi &#8220;Dario Bellezza&#8221;, &#8220;Salvatore Quasimodo&#8221;, &#8220;Miramare Poesia&#8221;, &#8220;Hostaria dal Terzo&#8221;, &#8220;Sandro Penna&#8221;. Fra le sue opere i volumi <em>Alla tua porta</em> prefazione di Davide Rondoni (Walter Raffaelli, Rimini 2000) e <em>Passaggi di Amore</em> prefazione di Elio Pecora (Edizioni della Meridiana, Firenze 2007)</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Sostieni l&#8217;editoria della Poesia, acquista il libro </strong><a href="http://www.boopen.it/acquista/DettaglioOpera.aspx?Param=11523&amp;NClick=282" target="_blank"><strong>&#8220;L&#8217;Impaziente&#8221; di Rossella Tempesta</strong></a></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #0000ff;">Intervista su L&#8217;Impaziente con la brava e bella Lucrezia Girardi</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #0000ff;"><object width="400" height="300" ><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/323803632009" /><embed src="http://www.facebook.com/v/323803632009" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="300"></embed></object></span></strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>MH Hotel</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 12:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossella T.]]></category>

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		<description><![CDATA[ Federico e Nunzio Manetti sono insieme ad altri due loro fratelli i proprietari del mh Hotel Design, un elegante piccolo hotel nel centro di Napoli, ma sono anche una &#8220;specie&#8221; ormai quasi estinta, quella cui fu progenitore Mecenate: infatti Federico e Nunzio hanno ospitato GRATUITAMENTE per mio tramite già diverse iniziative di poesia, arte e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Federico e Nunzio Manetti sono insieme ad altri due loro fratelli i proprietari del mh Hotel Design, un elegante piccolo hotel nel centro di Napoli, ma sono anche una &#8220;specie&#8221; ormai quasi estinta, quella cui fu progenitore Mecenate: infatti Federico e Nunzio hanno ospitato GRATUITAMENTE per mio tramite già diverse iniziative di poesia, arte e letteratura, persino offrendo l&#8217;accoglienza presso la propria struttura agli ospiti fuori sede; per esempio per &#8220;M&#8217;illumino di meno &#8211; M&#8217;illumino d&#8217;immenso&#8221; giornata di poesia e narrativa al lume di candela all&#8217;insegna del risparmio energetico, oltre ad offrire ospitalità per l&#8217;intera manifestazione ( e persino un rinfresco)hanno ospitato il poeta Davide Rondoni per due notti e tre giorni.<br />
A breve poi e per tutto maggio il pittore e poeta Prisco de Vivo di Saviano esporrà presso le sale dell&#8217;hotel le proprie pitture, ed a giugno Federico e Nunzio mi hanno già dato conferma di poter ospitare per un lungo week end il poeta Maurizio Cucchi e la sua consorte: Cucchi potrà così partecipare a più di un incontro con il pubblico e godere delle bellezze della città di Napoli.<br />
E non finisce qui; infatti Federico e Nunzio hanno deciso di essere ancora di più amici della Poesia e della Cultura, offrendo a tutti coloro i quali volessero contattarli per una permanenza in hotel tramite questo mio sito, il <strong>10% di sconto</strong> sul listino e l&#8217;omaggio della prima colazione!<br />
Cosa dire di più? Certo sono piccole gocce in un arido deserto, ma così dissetanti!<br />
Grazie Federico e Nunzio, grazie di voler essere Amici della Poesia.</p>
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		<title>Pasquale Vitagliano</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 23:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 
Pasquale Vitagliano è nato a Lecce nel 1965 è laureato in Scienze Politiche e Giurisprudenza, ha seguito la Scuola di Giornalismo “Gino Palumbo” della Rizzoli Corriere della Sera di Milano ed è stato redattore-stagista presso il «Corriere della Sera». E’ giornalista pubblicista,  e scrive (anche)  poesie: alcune sono apparse su &#8220;Rottanordovest&#8221;, &#8220;Erodiade&#8221;, &#8220;Lapoesiaelospirito&#8221;, &#8220;Nazione Indiana&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"><img class="alignleft size-medium wp-image-66" title="download1" src="http://www.rossellatempesta.com/wp-content/uploads/2009/03/download1-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" />Pasquale Vitagliano è nato a Lecce nel 1965 è laureato in Scienze Politiche e Giurisprudenza, ha seguito la Scuola di Giornalismo “Gino Palumbo” della Rizzoli Corriere della Sera di Milano ed è stato redattore-stagista presso il «Corriere della Sera». E’ giornalista pubblicista,  e scrive (anche)  poesie: alcune sono apparse su &#8220;Rottanordovest&#8221;, &#8220;Erodiade&#8221;, &#8220;Lapoesiaelospirito&#8221;, &#8220;Nazione Indiana&#8221;. E’ stato finalista del premio di poesia Città di Procida nel 2003. Menzione speciale nel 2005 al Premio di Poesia Lorenzo Montano Città di Verona. Nel 2006 segnalato nello stesso premio. Con i suoi versi è presente in diverse Antologie edite da LietoColle. Critico letterario per diverse riviste locali e nazionali. Presente nel nucleo originario della Redazione </span><a href="http://www.italialibri.net/virtuale/redazione.html#Vitagliano" target="_blank"><span style="font-family: 'Times New Roman'; color: #0000ff; font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">(2000-2006)</span></span></a><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> di Italialibri, nel 2006 ha curato l‘</span><a href="http://www.italialibri.net/stampa/2006/11-1.html" target="_blank"><span style="font-family: 'Times New Roman'; color: #0000ff; font-size: small;"><em style="font-style: italic;"><span style="text-decoration: underline;">Antologia della Poesia Erotica contemporanea</span></em></span></a><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> per la sezione riservata a ItaliaLibri.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Ed oltretutto Pasquale Vitagliano ha vissuto la sua infanzia ed adolescenza tre piani sotto la mia casa a Terlizzi, è stato mio compagno di giochi, e naturalmente il primo grande amico di una scolaretta delle classi elementari magrolina e sognatrice quale ero io.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">I parallelismi non sono terminati, io e Pasquale facciamo anche lo stesso lavoro, quello che ci da’ il pane intendo. Per vivere poi, scriviamo poesia.</span></p>
<hr /><strong>Odora di gelo</strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">morente all’imbrunire</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">l’inaspettato</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">bacio della pace,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">che ti veste</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">dalla testa ai piedi</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">di quello che occorre</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">per uscire fuori.</span> </p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Quando sparisce il freddo,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">si scioglie il dolore,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">quando il sonno</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">non si spezza più.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Allora, puoi uscire fuori.</span></p>
<p> </p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong style="font-weight: bold;"></strong></span></p>
<h2><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong style="font-weight: bold;"><em style="font-style: italic;">Veleggiare</em></strong></span></h2>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Questa parola</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">ho scoperto</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">tra i piombi dorati</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">di un parrucchiere-per-signora,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">mentre evadeva</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">dalla sua mestizia.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">E dietro trascinava</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">l’eco di un profumo,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">essenza di una scomparsa beatitudine.</span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong style="font-weight: bold;">Cretto sul corpo</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Getto un cretto di bava</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">sulle faglie di un corpo di cava,</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">per coprire le murate glauche,</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">per seppellire le seppie fondamenta.</span> </p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Non è una opera imperitura sul corpo,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">non è lucore quello che si vede dall’alto,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">se ci stai dentro, un dedalo appare, un greto</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">cieco che non saprà mai dirti perché il dolore.</span></p>
<p> </p>
<h1>      <span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong style="font-weight: bold;"> La camera oscura</strong></span></h1>
<p> </p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Ho dato un volto alla camera oscura.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">In essa ho trovato un corpo indimenticabile.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Gli ho toccato i capelli morbidi e caldi,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">lunghi come nient’altro,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">neri e intriganti come la notte.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Ho incrociato due occhi profondi</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">e accesi come due lune.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Ho trovato bellezza.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Ho messo dolcezza e amore</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">nella  camera oscura.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Alla fine il volto, la bellezza, l’amore,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">tutto è sparito.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Solo la camera oscura</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">è rimasta:</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">più brutta e insopportabile</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">di prima.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Puntuale come un pendolo,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">prevedibile e insensibile.</span></p>
<p> </p>
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		<title>Una dedica alle donne</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 10:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossella T.]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Una dedica alle donne, alla loro umanità così straordinaria e misteriosa, a quella loro aurea mistica e sensuale ad un tempo, al meraviglioso dono che possiedono di generare e far generare amore.
Una dedica alle donne, perché sia la loro ragione a vincere sui mali del tempo, la ragione della parola.
Una dedica alle donne perché siano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="text-align: auto;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.rossellatempesta.com/wp-content/uploads/2009/03/download.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64" title="download" src="http://www.rossellatempesta.com/wp-content/uploads/2009/03/download-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Una dedica alle donne, alla loro umanità così straordinaria e misteriosa, a quella loro aurea mistica e sensuale ad un tempo, al meraviglioso dono che possiedono di generare e far generare amore.</p>
<p align="JUSTIFY">Una dedica alle donne, perché sia la loro ragione a vincere sui mali del tempo, la ragione della parola.</p>
<p align="JUSTIFY">Una dedica alle donne perché siano curate come fiori, prima di tutto da se stesse.</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY">Le donne-mimosa, fiori eterei e forti, che vincono con la grazia e la bellezza il gelo del tempo di un inverno troppo lungo…</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p>L’ibisco è sbocciato in rosso</p>
<p>contro tutto il mio dolore.</p>
<p>Cosa vuole una donna, dico,</p>
<p>cosa immaginava fosse promesso alla sua vita.</p>
<p>Ed io. Io cosa.</p>
<p> </p>
<p>Come ti allevano le donne questi qui,</p>
<p>come te le sgangherano, slogano, riducono</p>
<p>a un filo sottile, l’ultimo tratto di linea prima della sparizione.</p>
<p> </p>
<p>Io tocco i panni con le mani mentre li ritiro dai fili, con le mani li accarezzo e piego.</p>
<p> </p>
<p>Devono avere tutto ed assolutamente essere nulla.</p>
<p>Alcuni manichini nelle vetrine sono già protesi di nailon trasparente</p>
<p>e almeno non fingono niente.</p>
<p>Le ragazze in copertina invece sono manichini. Che erano bambine.</p>
<p> </p>
<p>Quelle normali poi cosa speriamo, di salvarlo il mondo?</p>
<p>Ce la faremo a dividerci lavoro-casa-figli-uomo-non invecchiare-non ammazzare, né centrifugare un figlio?</p>
<p> </p>
<p>Affetto sottilmente cipollina fresca e piango per il mondo</p>
<p>e il destino dell’uomo, l’incapacità di riavvicinare i lembi e rabberciare.</p>
<p>Piango e mescolo salsa di latte e riso e cannella</p>
<p>per la gioia invincibile dei miei figli.</p>
<p> </p>
<p>Andiamo mutamente al mattatoio.</p>
<p>Dove si annida il male, che sindrome colpirà da dove?</p>
<p>Dov’è un riparo.</p>
<p> </p>
<p>La parola è una tettoia verde,</p>
<p>che dice cose che sappiamo tutte e non diciamo più.</p>
<p>Dice che il bene massimo è sporcarsi le mani con la nostra vita.</p>
<p>A ripulirla.</p>
<p>Il bene e allevare con le mani nostre il bene.</p>
<p> </p>
<p>Comprate donne, comprate più niente!</p>
<p>Regalatevi le mani gli occhi, guardate tutto costruite tutto,</p>
<p>stanate il marciume dall’angolo enorme del mondo.</p>
<p>E allevate. Figli, coscienze, idee.</p>
<p>E la tradizione. E la natura.</p>
<p>E la parola –  il nostro marchio deriso –</p>
<p>la parola invada a fiumi le strade, la parola parli della ragione.</p>
<p> </p>
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		<title>M&#8217;illumino Di Meno &#8211; Intervento su Caterpillar (Radio 2)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 20:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossella T.]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Scarica il Podcast della Trasmissione &#8211; 26/01/2009
 
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-62" title="image1" src="http://www.rossellatempesta.com/wp-content/uploads/2009/01/image1.jpg" alt="" width="402" height="568" /></p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.radio.rai.it/radio2/podcast/lista.cfm?id=83" target="_blank">Scarica il Podcast della Trasmissione &#8211; 26/01/2009</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>IRENE, IL MARE, LA TERRA</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 22:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossella T.]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanto tempo senza un articolo, per comprovabilissimi &#8220;motivi familiari&#8221;, però ecco che questo caffè letterario virtuale si arricchisce di un contributo interessante e, mi pare, prezioso.
 
Siamo nella bella Formia, davanti all&#8217;incanto del golfo di Gaeta e Formia, appunto.
Su di un panorama di una bellezza che sconfina nello struggimento e, dunque, quasi della malinconia, si affaccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto tempo senza un articolo, per comprovabilissimi &#8220;motivi familiari&#8221;, però ecco che questo caffè letterario virtuale si arricchisce di un contributo interessante e, mi pare, prezioso.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"><a href="http://www.rossellatempesta.com/wp-content/uploads/2008/11/irene-gaeta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-60" title="irene-gaeta" src="http://www.rossellatempesta.com/wp-content/uploads/2008/11/irene-gaeta-192x300.jpg" alt="" width="192" height="300" /></a>Siamo nella bella Formia, davanti all&#8217;incanto del golfo di Gaeta e Formia, appunto.</p>
<p align="justify">Su di un panorama di una bellezza che sconfina nello struggimento e, dunque, quasi della malinconia, si affaccia la finestra della stanza nella quale scrivono ben due poeti, compagni anche di vita: Giuseppe Napolitano ed Irene Vallone.</p>
<p align="justify">Di Giuseppe e delle molte e pregevoli cose che fa PER la Poesia, oltre che della sua poesia, parleremo presto.</p>
<p align="justify">Oggi ci dedichiamo alla lettura della poesia di Irene Vallone, un delicato ed incisivo esordio il suo, premiato sul nascere dalla giuria del Premio Sant&#8217;Elia.</p>
<p align="justify">E confesso che leggendo i suoi testi mi sono scaldata di intima soddisfazione, per quest&#8217;altra voce di donna, e di donna del mio sud.</p>
<p align="justify">Una voce ferma, distesa, intensa ed emotiva. In una cornice minimalista e delicata nei toni, che ancora più risalto da al cesello del particolare.</p>
<p align="justify">Praticamente un autoritratto di Irene. <br />
 </p>
<p><strong>1</strong></p>
<p><strong>Africa</strong> <br />
 </p>
<p>Ho nel mio cuore l&#8217;urlo</p>
<p>indelebile scava</p>
<p>la ferita del ricordo </p>
<p>Stretta la gola</p>
<p>tra mantici ferrei</p>
<p>sacchi di corpi percossi</p>
<p>grani di polvere</p>
<p>a medicare ferite</p>
<p>noi sordi, ciechi  </p>
<p>Aria malsana</p>
<p>a mendicare amore  </p>
<p>Stretto al petto</p>
<p>il figlio della paura</p>
<p>lo strazio della violenza</p>
<p>negli occhi tuoi bambini</p>
<p>sorriderà domani tenerezza <br />
 <br />
 <br />
 </p>
<p><strong>2</strong></p>
<p><strong>Introspettiva</strong> <br />
 </p>
<p>Siamo tutti grandi fiumi</p>
<p>                  carsici</p>
<p>penetriamo nelle profondità</p>
<p>                  dell&#8217;anima</p>
<p>e barlumi di luce a specchio</p>
<p>lasciamo intravedere dalle forre</p>
<p>fissità di pensieri su</p>
<p>orizzonti alla deriva</p>
<p>sullo strappo un telo blu <br />
 <br />
 <br />
 <br />
 </p>
<p><strong>3</strong></p>
<p><strong>Nascondi</strong> <br />
 </p>
<p>terra che nascondi la pioggia</p>
<p>conserva di sale, di vita, di pane </p>
<p>trattieni radici  e propaghi profumi </p>
<p>terra di sale di vita di pane</p>
<p>doni la vita e nascondi la morte</p>
<p>l&#8217;orma di ogni passaggio hai segnato  </p>
<p>terra di sale di vita di pane</p>
<p>profondi parole in un campo di grano</p>
<p>nascondi le tracce di ogni suo passo <br />
 <br />
 <br />
 </p>
<p><strong>4</strong></p>
<p><strong>Terre mie</strong> <br />
 </p>
<p>colmi  gli occhi delle terre mie</p>
<p>nuovi inseguono nella luce profumi antichi</p>
<p>stanchi i passi solcano le pieghe dei ricordi</p>
<p>all&#8217;orizzonte incertitudine desueta</p>
<p>sa di erbe di campo il tramonto</p>
<p>e con una stella mi aggrappo sull&#8217;uscio</p>
<p>                                                             del buio. </p>
<p> </p>
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		<title>Gabriela Fantato, la poesia a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 09:42:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossella T.]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La Mosca di Milano&#8221;, questo è il nome di una delle più interessanti riviste letterarie italiane, intreccio di poesia arte e filosofia, com&#8217;è indicato pure sulla asciutta ed elegante copertina; copertina da libro, formato da libro, un breviaro quasi, certamente un oggetto a cui è facile affezionarsi, che io stessa amo portarmi un pò ovunque, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.lavitafelice.it/viewpicture.php?codice=977-1&amp;type=normal&amp;src=cat" alt="La Mosca di Milano" hspace="5" width="145" height="225" />&#8220;La Mosca di Milano&#8221;, questo è il nome di una delle più interessanti riviste letterarie italiane, intreccio di poesia arte e filosofia, com&#8217;è indicato pure sulla asciutta ed elegante copertina; copertina da libro, formato da libro, un breviaro quasi, certamente un oggetto a cui è facile affezionarsi, che io stessa amo portarmi un pò ovunque, infilandolo in borsa anche all&#8217;ultimo momento e pregustando il piacere che avrò di trasformare le innumerevoli attese nel traffico e nelle file quotidiane in un mio arreso sprofondare nel giardino segreto, tra le mani una &#8220;Mosca&#8221; di carta che mi racconta di Ombra e Sogno&#8230; Tutto questo è merito di Gabriela Fantato, poetessa milanese che di grinta pazienza entusiasmo e poesia ne ha da&#8230;.da trasformarli in una rivista giunta al suo decimo anno di vita, che ha prestigiosi collaboratori da tutt&#8217;Italia e dall&#8217;estero, che è veramente aperta ed accogliente verso lo scrittore ed il puro lettore. Ed a Gabriela resta ancora molto da dare, come dimostrano con evidenza le sue poesie, sensibili e piene; di grazia, di musica, e persino di silente dolore, pudìco, mai privo di luce. E del quotidiano piene, del quotidiano suo e di chiunque, delle vite di uomini e donne, dei luoghi e dei respiri che spargiamo in essi, fino a renderli così nostri, emanazioni di noi stessi, lembi che ciascuno porta nella propria esistenza. A Napoli come a Milano. da &#8220;La forma della vita&#8221;</p>
<h2>La forma della vita</h2>
<p>Cammini sul ciglio della strada<br />
dove non c&#8217;è riparo  né contatto.<br />
Tutto è compiuto<br />
in questa città  che ha la forma<br />
di ogni altra città  a venire.</p>
<p>Cola la notte dentro gli uomini,<br />
strade a corridoio<br />
dove  scivola il gesto che sa<br />
e tace  la ferita.</p>
<p>Le luci, le luci sono troppo alte<br />
per vedere l&#8217;ombra, la vostra<br />
la mia e il sangue nel canto<br />
taciuto ai figli<br />
dentro la pagina.</p>
<p>Sarà  questa l&#8217;ora di dirlo<br />
il tempo immacolato e crudele?<br />
L&#8217; infanzia orfana  la casa,<br />
una guerra nella memoria muta<br />
della pelle.</p>
<p>I corpi hanno perso il sogno<br />
nel tanto spaccare la vita<br />
con le unghie sino in fondo,<br />
nel dirlo ogni volta  estinto il sogno,<br />
come fosse per davvero,<br />
per sempre.</p>
<p>Cerco l&#8217;abbraccio nelle piazze<br />
smagrite.<br />
Lo trovo la notte, lo inseguo<br />
nel piano inclinato<br />
degli occhi.</p>
<p>Ho scavato una grotta<br />
per la solitudine e la preghiera<br />
non scordata mai, non saputa<br />
se non nel grido.</p>
<p>Sotto, più giù dentro i cunicoli,<br />
nel nero che assedia<br />
le ginocchia si chiude il cerchio,<br />
la parola consumata all&#8217;inizio.<br />
non ho più occhi.</p>
<p>Tengo stretta la mia,<br />
la tua ora, quella che sola ci appartiene<br />
dove dici   amore<br />
e ci credi e lo tieni come l&#8217;ospite,<br />
l&#8217;ultimo.</p>
<h2>Nascite imperfette</h2>
<p>Nella fessura del presente<br />
restiamo appesi a un ricordo.<br />
Dentro la testa  un mare,<br />
senza data e il nome</p>
<p>resta la ninna nanna<br />
di mia madre nel bianco,<br />
come fosse una notte senza luna</p>
<p>E&#8217; stretta la mattina dove si perde,<br />
dove è più scuro il giorno<br />
sopra le pagine<br />
e la fuga nella pelle.</p>
<p>resta il segno nella mano<br />
di mio padre,<br />
la nostalgia, un balzo senza fine</p>
<p>La terra conserva<br />
la formula del fiore e la legge della stella,<br />
un tempo fissato   e chiama.</p>
<h2>Cantilena della specie</h2>
<p>La scriminatura divide i capelli<br />
in parti non uguali.<br />
Sono fragili i capelli, si vedono le ossa.<br />
La pelle e il bianco sotto,<br />
dove ognuno<br />
tiene stretta una dedizione che non so</p>
<p>è questo  questo è il brivido nella ruga precoce<br />
dentro un cielo sfilacciato</p>
<p>Le strade lo sanno e si sono<br />
predisposte in obliquo.<br />
Lasciano che sia lento lo scivolare,<br />
una frana a valle dove la cenere copre i resti<br />
con la pietà  di un dio più grande .</p>
<p>questa la fedeltà  di chi cerca un piatto,<br />
la casa e il davanzale per i gerani</p>
<p>Un battito sale, entra nei muri,<br />
arriva sino al terzo livello in verticale<br />
sotto.<br />
Si muore bene, dici, coltivandosi<br />
con attenzione come un fiore piccolo<br />
nel suo vaso.</p>
<p>è questa la gioia  balzo dentro la specie<br />
dove lo sanno le cellule, i rami e i figli</p>
<h2>Ai pochi</h2>
<p>I.</p>
<p>Anche oggi il sole ha aperto il cielo<br />
e dato forma alla collina,<br />
il sopra e il sotto, il mondo davanti.</p>
<p>Ieri è stato tutto un lavorìo<br />
di tagli e incastri<br />
nel fondo del baule  la vita,<br />
un farsi estate e aspettare che conduca il passo.</p>
<p>Nella fatica del paesaggio resta<br />
un bianco ostinato e la fuga verso est<br />
dove cresce il tempo primo<br />
dell&#8217;invocazione  un segno a puntasecca<br />
come se infinito.</p>
<p>II.</p>
<p>Resta una fedeltà  ai pochi<br />
a fare il perimetro e un giardino selvatico<br />
prima del bosco, oscuro quanto quello.</p>
<p>La strada  la strada è rossa,<br />
dritta verso l&#8217;infanzia, dove eri sempre stato.</p>
<p>Non sapresti dire se era vero<br />
quel tanto girare di spalle,<br />
non sai trovare il nome un piega del labbro<br />
dove la foce attende il sangue,<br />
rosso come un&#8217;acqua che viene<br />
e slitta, vedi s&#8217;avvicina</p>
<p>III.</p>
<p>Il sorriso copre l&#8217;assenza dei volti,<br />
non tirare le somme,<br />
non sarà  un numero a dire la gioia,<br />
un azzardo nel bianco.<br />
L&#8217;addio improvviso, come il freddo.</p>
<p>Resta un patto senza abbreviazione<br />
la tua storia, una memoria.<br />
Un bordo dentro gli occhi.</p>
<p>Solo nel taglio esatto<br />
a volte riposo</p>
<h2>Città  in sotterranea</h2>
<p>I.</p>
<p>Sotto, proprio qui sotto il metallo<br />
sutura la pelle  gli strati non riparano<br />
dal freddo.</p>
<p>La città   un disegno di strade<br />
a perdere,<br />
senza nulla che mondi dal nero<br />
dentro gli occhi.<br />
Non la resa delle bestie a primavera,<br />
non la terra aperta dal vomere,<br />
la terra tagliata tra le mani.<br />
Qui sotto non c&#8217;è l&#8217;ombra<br />
a fare i corpi meno soli, vedi?<br />
batte il ritmo di un&#8217;infanzia<br />
rubata<br />
con il gesto semplice che strazia.</p>
<p>II.</p>
<p>Dov&#8217;è la parola?<br />
La radice selvatica che unisce<br />
il tronco con le mani,<br />
la punta al taglio nel mio fianco<br />
e fa una linea esatta  solo per metà .<br />
Una dolcezza dentro il bianco<br />
per ogni volta che perdiamo<br />
l&#8217;abbraccio.</p>
<p>III.</p>
<p>Fuori resistono i gerani al davanzale,<br />
l&#8217;edera al cancello,<br />
esistenze mai cresciute nella gioia,<br />
mai venute alla sfida<br />
di un amore.</p>
<p>Tengono la casa, la tengono dove<br />
il giorno è polvere e l&#8217;occhio<br />
non decifra<br />
la legge nelle stagioni.</p>
<p>Qualcuno prega   la pietà ,<br />
senza saperla, senza averla mai avuta.<br />
E&#8217; un vizio la pietà ,<br />
una crepa  nel battito cardiaco<br />
prima che la lama dica il male.</p>
<p>IV.</p>
<p>Sotto, qui sotto la partenza è<br />
viaggio nella specie  perdersi<br />
di cunicoli e ombre nella pancia di Milano<br />
dove dici  mare, quel sogno<br />
nel cuscino.</p>
<p>Sotto si agita un&#8217;acqua gonfia<br />
sotto il cemento, dentro i navigli<br />
interrati come  una serpe che non si vuole<br />
per vicina<br />
e sale &#8211; vedi? adesso sale l&#8217;acqua.<br />
Arriva sino al cielo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La semina di Chiara De Luca</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 15:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossella T.]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiara è una poetessa che sa correre e sa soffermarsi, è stata una atleta nella corsa, una agonista e questo forse ha aggiunto al suo talento poetico qualcosa di originale: la misura, una misura che è più che metrica, è concentrazione e passione poste a servizio di una sensibilità  non comune.
Come tutti i bravi poeti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiara è una poetessa che sa correre e sa soffermarsi, è stata una atleta nella corsa, una agonista e questo forse ha aggiunto al suo talento poetico qualcosa di originale: la misura, una misura che è più che metrica, è concentrazione e passione poste a servizio di una sensibilità  non comune.</p>
<p>Come tutti i bravi poeti, quelli veri, direbbe Elio Pecora, Chiara De Luca fa molto per gli altri, lo fa come critico letterario acuto e mai freddo, ma anche come amante, della cultura, della sofia, dell&#8217;altro da sè.</p>
<p>Non mancate di visitare il suo sito Furioso Bene, che è accessibile dal link alla sinistra di chi legge questa pagina, e godete fino in fondo della poesia di Chiara, una poesia che germina nel buio, fiorisce dentro i nostri silenzi interiori, nel nostro orecchio continua a risuonare come il mare che ci rammenta di sè nei padiglioni delle conchiglie spiaggiate&#8230;</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Da I grani del buio, inedito</p>
<p> </p>
<p>àˆ un campo ferito la storia di ciascuno<br />
sentieri infiniti si aprono ai confini<br />
selci sono pietre miliari di domande<br />
sabbia morbida ad accogliere le orme,<br />
in un proliferare dissennato di stagioni.<br />
Puoi entrare di tallone, o più leggero<br />
lasciando tra le dita scivolare i grani,<br />
di piatto calpestare l&#8217;erba o consentire<br />
che disteso a croce ridisegni il tuo profilo,<br />
strappare vorace frutti acerbi o avere cura<br />
di arbusti che crescano in tronchi da scalare&#8230;<br />
Lei sulla sua terra incoronò un assoluto<br />
sovrano conferendogli potere,<br />
di vita, di morte,<br />
o di capire.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Stipiti acuti di voci negli anni<br />
spuntati sul loro cammino<br />
confusero al buio il disegno<br />
disfecero i tratti, sfumarono i toni<br />
d&#8217;un mistero venuto alla luce volgare.<br />
Lei lo portava nel ventre racchiuso<br />
come un uccello straziato,<br />
strappate le ali vibravano ancora<br />
nella terra arrossata sul fiume&#8230;</p>
<p>Muove le gambe di bimba e procede<br />
a tentoni nel grigio.<br />
Irrigidite dal freddo<br />
le ciglia imbiancate dimezzano il buio.<br />
Muove le gambe più forte<br />
ritmando il variare del cuore,<br />
il fiato che la precede di poco<br />
ampio si riapre al passaggio.<br />
Degli alberi resta agli occhi la base<br />
in alto le braccia in un tuffo al contrario<br />
nella calma inquieta del cielo in bonaccia.<br />
Onde di vento vorrebbero alzarsi<br />
stracciare il velo, dissipare il gelo.</p>
<p>Lei muove le gambe di bimba e procede.</p>
<p>Lui prese a scavare battendo impazzito<br />
avrebbe voluto squarciarle<br />
rabbioso la gabbia del petto<br />
a colpi violenti di becco.<br />
Sbarre di costole inclinarono molli,<br />
non cedette la porta del ventre.<br />
Le ali, le ali fluttuavano a pena.<br />
Lei aveva indossato il sorriso<br />
schivando punte taglienti di voci<br />
a rimestare fango infuocato.</p>
<p>Muove le gambe di bimba e procede<br />
si lascia avvolgere dentro le pieghe<br />
di cielo grigio disceso che aperto<br />
accondiscende al passaggio.<br />
Nebbia potrebbe partorire ogni cosa.<br />
Si apre lo spasmo in condensa di acque,<br />
il fiato disegna profili di mani,<br />
nasce in sordina la sera sporcata<br />
scrivendo sul corpo troppo in fretta la vita.<br />
Lei sa che sua madre l&#8217;attende nel freddo<br />
avvolta dentro un cappotto<br />
nell&#8217;auto che nebbia rilascia<br />
ogni volta a sorpresa al ritorno.</p>
<p>Aveva indossato un silenzio attillato<br />
custodendo il cuore nella distanza<br />
lasciava che il tempo le riscrivesse<br />
un corpo che nessuno avesse sfogliato.<br />
Avrebbe voluto lavare la pelle,<br />
versare i ricordi nel buio,<br />
avere sete di nuovo,<br />
bere alla sorgente pura<br />
d&#8217;una profonda fonte futura.<br />
Essere letta dalla fine al principio,<br />
saltando di pagina in pagina<br />
da un capitolo all&#8217;altro segnando<br />
a mano note sui lati<br />
negli spazi rimasti intentati,<br />
geometrie di parole non ancora tracciate.<br />
Qualcuno che con le mani d&#8217;un cieco<br />
sul braille del passato si lasciasse guidare<br />
ad aprire nel centro con gesto sacrale,<br />
sentisse la carta,</p>
<p>la pelle e il suo odore.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Abbiamo aperto i boccaporti del buio<br />
a farci caldo solo di pensiero,<br />
entra freddo nelle parole<br />
nudate del senso fino al silenzio.<br />
La mano me la strappi di mano<br />
mi chiudi in un angolo e torni<br />
a forzare il fiume dentro un bicchiere.<br />
Faccio pressione sulle pareti<br />
di vetro scompongo frantumi:<br />
acqua si divincola, e cocci.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>I grani del buio sono mille<br />
occhi chiusi che prolungano<br />
la mente ad osservarsi nel tramonto.<br />
Ci salvano le scene della fine<br />
sotto lo spergiuro delle assenze,<br />
odi si cibano d&#8217;attese<br />
allo scongiurarsi dei ritorni.<br />
Volute di giorni circoscritti<br />
nell&#8217;andirivieni delle notti,<br />
ascoltale piangersi di gocce<br />
mani di cielo sparse in palmi<br />
sui vetri a disegnare polpastrelli<br />
nell&#8217;immaginazione di bambini,<br />
quando si spuntava come fiori<br />
da sotto le coperte a festeggiare<br />
l&#8217;insolvenza del male il capolino<br />
d&#8217;un raggio tra le assi lievemente<br />
discoste degli infissi alla finestra,</p>
<p>e per disattenzione un ventre d&#8217;ala.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Snocciolo<br />
come un rosario le nocche,<br />
li vedi i sentieri che abbiamo<br />
lasciato la ghiaia che scricchiola<br />
sotto la pelle tornata<br />
insensibile al taglio<br />
profondo dei giorni.<br />
Fasci di canne ingrossate<br />
sembrano aver prosciugato<br />
il vanto guerriero del fiume.<br />
Blocchiamo le zampe sottili<br />
in corsa d&#8217;un lampo e due anni<br />
d&#8217;acciaio in ostacoli<br />
ci hanno spezzato i ginocchi.<br />
Il tuo nome è un prisma infinito<br />
riverbera sillabe che ricombino<br />
a chiamarti, e ogni cosa.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Ci vorrei stanotte ritornati<br />
animali prima del diluvio,<br />
lasciarci il coraggio di un approdo<br />
sicuri incastonare la prua della nave<br />
nella sconosciuta baia del vissuto.<br />
Raccogli naufrago nel vento il mio sbandare<br />
agitarsi di mani appese a rami emersi,<br />
appuntando gli occhi brancolanti ad una cima.<br />
Perché la pelle nuda da sola non riscalda,<br />
avvolgersi del manto generoso dell&#8217;infanzia<br />
accovacciati in fondo a una tana condannata<br />
dove il gioco lento è scivolato nel massacro<br />
riapriamo nella carne cicatrici per leccare</p>
<p>animali prima del diluvio.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Ha slarghi di sonno l&#8217;incedere del giorno<br />
impastando notturno la farina della resa,<br />
in alto si schianta il corpo d&#8217;un lampione<br />
profila nel nada la testa luminosa,<br />
passi sono spari di silenzio nel viavai<br />
d&#8217;auto in branco nel recinto delle strade,<br />
fughe di guardrail finiscono nel ventre<br />
di colline disadorne all&#8217;altare della resa.<br />
Avvolti di vibrante solitudine ferina<br />
abbiamo volto gli occhi di miseria nel passato<br />
denocciolato il senso alla polpa del futuro,<br />
abbiamo indurito lo sguardo contro il muro,<br />
ceppi spezzati impedivano l&#8217;andare<br />
contratto allo spiraglio dove</p>
<p>un fiore stringe, incapace a risalire.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>A sbranarci il cuore sono state<br />
le bocche voraci della fame,<br />
le hai viste inesauste masticare<br />
sazie schiudersi al silenzio.<br />
Adesso è pienamente che ti parlo,<br />
scivolo le mani istupidite<br />
nella gola aperta del dolore<br />
e stretto tra le dita non è bianco<br />
il pane spezzato del ricordo.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Perfino aprire gli occhi è diventato naturale,<br />
vestirsi, prepararsi, anche il dolore<br />
non infuria in gorghi nelle tempie<br />
non preme in gola o sotto il velo<br />
degli occhi che indosso per uscire.<br />
Falda sotterranea scorre quieto<br />
sottopelle, non asseta.<br />
Adesso sono io a chiedere<br />
d&#8217;essere salvata.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>                                           a Carla</p>
<p> </p>
<p>Lo vedi, adesso, il mezzogiorno,<br />
lo scottare imprevisto della luce<br />
sullo scudo delle palpebre assorbite<br />
dalla notte, siamo noi, quell&#8217;ombra<br />
che al fianco scivolando ci accompagna<br />
fotogramma fissato nell&#8217;inizio<br />
agli occhi di chi ha perso l&#8217;avanzare<br />
nell&#8217;impercettibile assommarsi dei colori,<br />
mentre la pellicola si è svolta<br />
sul fondo del silenzio di una stanza.<br />
Al rinominarsi dell&#8217;estate con gli amici<br />
d&#8217;un tempo estranea la guardiamo<br />
nel variare della sera ci voltiamo<br />
un&#8217;ultima volta per vederla</p>
<p>ombra tra ombre seminata.</p>
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		<title>Un libro dal Premio Sandro Penna</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 15:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rossella T.]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari Amici,
vi chiedo scusa per la lunga assenza, semplicemente dovuta ad una vita molto &#8220;trafficata&#8221;, tra bimbi, lavoro, famiglia, e poesia&#8230;
Per inaugurare un nuovo corso, spero ancora più dinamico, mi permetto di parteciparvi la pubblicazione del mio libro &#8220;Passaggi di Amore&#8221; per i tipi delle Edizioni della Meridiana di Firenze, ed a cura del Premio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Amici,</p>
<p>vi chiedo scusa per la lunga assenza, semplicemente dovuta ad una vita molto &#8220;trafficata&#8221;, tra bimbi, lavoro, famiglia, e poesia&#8230;</p>
<p>Per inaugurare un nuovo corso, spero ancora più dinamico, mi permetto di parteciparvi la pubblicazione del mio libro &#8220;Passaggi di Amore&#8221; per i tipi delle Edizioni della Meridiana di Firenze, ed a cura del Premio Sandro Penna.</p>
<p>E&#8217; un lavoro sentito, spero potrete condividerlo con me.</p>
<p>Infine dei ringraziamenti davvero sinceri:</p>
<p>Ad Elio Pecora per la sua prefazione così accurata che onora il mio lavoro e certamente lo supera nel suo valore.</p>
<p>Al comitato tutto del Premio Sandro Penna ed all&#8217;amministrazione di Città  della Pieve, che con lavoro alacre, passione e dedizione, fan di questo evento una cosa viva, un&#8217;occasione rara di incontro ed amicizia, di reciproco accrescimento. </p>
<p align="left">All&#8217;editore Andrea Ulivi, per il mirabile oggetto-libro nel quale ha contenuto la mia poesia, e soprattutto per la bellissima foto di copertina di cui è autore,  per l&#8217;onore che mi ha fatto nel volerla intitolare in relazione al titolo del libro. </p>
<p align="left">E grazie a tutti coloro che vorranno leggere questo mio lavoro e magari parteciparmi le proprie preziose impressioni.</p>
<p align="left">A presto!</p>
<p align="center"> I</p>
<p align="center"> </p>
<p>Io mi riparo in braccialetti di legno</p>
<p>mi proteggo con collane di pietra</p>
<p>perchè la terra possiede verità .</p>
<p> </p>
<p>Io chiedo ogni cosa alla terra,</p>
<p>terra grassa e nera concimata dalle bufale</p>
<p>terra rossa e polverosa radicata di olivi.</p>
<p> </p>
<p>E la trattengo nelle vene, la custodisco</p>
<p>nella cavità  delle gote, nei fossati degli occhi.</p>
<p> </p>
<p>La risposta naturale e la terra.</p>
<p>Terra che siamo, e alla terra</p>
<p> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="center">II</p>
<p align="center"> </p>
<p align="left">Si piange soprattutto di domenica</p>
<p align="left">davanti a certe palme altissime</p>
<p align="left">che sbandierano al vento del golfo dita verdi</p>
<p align="left">                                                    fiammanti </p>
<p align="left">Ci si piega</p>
<p align="left">accosciati di lato, a piedi nudi</p>
<p align="left">sul pavimento di scaglie miste,</p>
<p align="left">freddo, delle case in affitto</p>
<p align="left"> </p>
<p align="left">che ritenevo seriamente -e raccontavo-</p>
<p align="left">contenesse alcuni diamanti ed altre gemme,</p>
<p align="left">e si vedeva bene da quei luccichii.</p>
<p align="left"> </p>
<p align="left">Organizzavo tutti gli altri bambini del palazzo,</p>
<p align="left">le loro piccole teste ben pettinate.</p>
<p align="left">Preparavo spedizioni, scavi&#8230;</p>
<p align="left"> </p>
<p align="left"> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="center">III</p>
<p align="center"> </p>
<p align="left">Se chiedevo il verde, qui gli occhi si possono</p>
<p align="left">                                                           saziare.</p>
<p align="left"> </p>
<p align="left">E&#8217; la montagna, a volte.</p>
<p align="left"> </p>
<p align="left">Mi pare possa stringermi non farmi andare oltre,</p>
<p align="left">- se volessi andare- a ricordarmi che questa sono io.</p>
<p align="left"> </p>
<p align="left">Che il paradiso è sempre avanti ancora.</p>
<p align="left">Un desiderio mai dissetato di una felicità  mondiale.</p>
<p align="left">Poi universale.</p>
<p align="left"> </p>
<p align="left"> </p>
<p align="left"> </p>
<p><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3" /></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"><font face="Times New Roman" size="3"></p>
<p align="left"> </p>
<p align="right"><em>(Rossella Tempesta)</em></p>
<p align="center"> </p>
<p><img id="image54" height="481" alt="ross_temp_2.gif" src="http://www.rossellatempesta.com/wp-content/uploads/2007/11/ross_temp_2.gif" width="569" /><img id="image55" alt="ross_temp_1.gif" src="http://www.rossellatempesta.com/wp-content/uploads/2007/11/ross_temp_1.gif" /></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p /></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font> </p>
<p></font></font></font></font></font></font></font></font></font></p>
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