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Un libro dal Premio Sandro Penna

Venerdì, Novembre 2nd, 2007

Cari Amici,

vi chiedo scusa per la lunga assenza, semplicemente dovuta ad una vita molto “trafficata”, tra bimbi, lavoro, famiglia, e poesia…

Per inaugurare un nuovo corso, spero ancora più dinamico, mi permetto di parteciparvi la pubblicazione del mio libro “Passaggi di Amore” per i tipi delle Edizioni della Meridiana di Firenze, ed a cura del Premio Sandro Penna.

E’ un lavoro sentito, spero potrete condividerlo con me.

Infine dei ringraziamenti davvero sinceri:

Ad Elio Pecora per la sua prefazione così accurata che onora il mio lavoro e certamente lo supera nel suo valore.

Al comitato tutto del Premio Sandro Penna ed all’amministrazione di Città  della Pieve, che con lavoro alacre, passione e dedizione, fan di questo evento una cosa viva, un’occasione rara di incontro ed amicizia, di reciproco accrescimento. 

All’editore Andrea Ulivi, per il mirabile oggetto-libro nel quale ha contenuto la mia poesia, e soprattutto per la bellissima foto di copertina di cui è autore,  per l’onore che mi ha fatto nel volerla intitolare in relazione al titolo del libro. 

E grazie a tutti coloro che vorranno leggere questo mio lavoro e magari parteciparmi le proprie preziose impressioni.

A presto!

 I

 

Io mi riparo in braccialetti di legno

mi proteggo con collane di pietra

perchè la terra possiede verità .

 

Io chiedo ogni cosa alla terra,

terra grassa e nera concimata dalle bufale

terra rossa e polverosa radicata di olivi.

 

E la trattengo nelle vene, la custodisco

nella cavità  delle gote, nei fossati degli occhi.

 

La risposta naturale e la terra.

Terra che siamo, e alla terra

 

 

II

 

Si piange soprattutto di domenica

davanti a certe palme altissime

che sbandierano al vento del golfo dita verdi

                                                    fiammanti 

Ci si piega

accosciati di lato, a piedi nudi

sul pavimento di scaglie miste,

freddo, delle case in affitto

 

che ritenevo seriamente -e raccontavo-

contenesse alcuni diamanti ed altre gemme,

e si vedeva bene da quei luccichii.

 

Organizzavo tutti gli altri bambini del palazzo,

le loro piccole teste ben pettinate.

Preparavo spedizioni, scavi…

 

 

 

III

 

Se chiedevo il verde, qui gli occhi si possono

                                                           saziare.

 

E’ la montagna, a volte.

 

Mi pare possa stringermi non farmi andare oltre,

- se volessi andare- a ricordarmi che questa sono io.

 

Che il paradiso è sempre avanti ancora.

Un desiderio mai dissetato di una felicità  mondiale.

Poi universale.

 

 

 

 

(Rossella Tempesta)

 

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