La poesia è -io spero essa sia- un’incisione, un segno profondo, una fessura nella superficie coriacea del mondo umano, un taglio spiraglio sulla pelle inaridita della vita senza più scandalo che è l’oggi.
Oggi vi presento il lavoro poetico di Eugenio Lucrezi, accompagnato dagli scatti di Alaxandra Koch, una giovane fotografa e gallerista tedesca, che vive in Trentino da alcuni anni.
“Che l’intero senso/era nella casa, alla partenza/salutata brevemente.”
“Con tranquillità si potrebbe affermare che in questi tre versi c’è già l’intero senso del Libro domestico che Rossella Tempesta ha trafilato in un registro che nulla cede alla retorica, che persuade sempre, che ti fa entrare e ti coinvolge con le sue verità, per struggimenti improvvisi, per continui disvelamenti nei reticoli affettivi di cui si nutre appunto la casa.
Un universo di persone e di cose insieme semplice e gremito. Questa casa, questa cesta per gatti e bambini/questa cassa armonica per voci infantili e controcanti discordi./Lo sento, casa.”
La poesia di Federica è in ogni sua cosa, nei suoi testi limpidi e acuminati, nei suoi collage dai colori netti e dai confini che si frammischiano tra loro.
In effetti le arti di Federica assomigliano alla vita.
Dichotomía sterile nei contrapposti
Dichotomía sterile nei contrapposti
mi pare segnare senza senso univoco
Camminavi le scarpe con tacco a rocchetto
spinto su caviglie mosse
e quei capelli filati di scuri bianchi in lunghezze